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SCUOLA DI FRANCOFORTE: WEBER, MARCUSE, BENJAMIN

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Herbert Marcuse , filosofo della Scuola di Francoforte, critica la società moderna per come forza le persone ad adattarsi a un sistema che reprime i desideri e gli istinti umani. Nel suo libro Eros e civiltà (1955), unisce le idee di Freud e Marx per dire che la civiltà si è costruita soffocando le passioni. A differenza di Freud, che pensava che un po’ di repressione fosse necessaria, Marcuse afferma che nella società industriale c’è troppa repressione : il capitalismo spinge le persone a vivere solo per lavorare e produrre , dimenticando il piacere, la felicità e la libertà. Le persone finiscono per accettare questa vita come normale e si reprimono da sole: Marcuse chiama questo processo autorepressione . Prometeo , simbolo della scienza e della tecnica, rappresenta questa società che premia il lavoro e la fatica, ma toglie spazio al piacere e alla libertà individuale . Herbert Marcuse propone tre vie di salvezza per liberarsi dalla repressione e dall’autorepre...

HEIDEGGER, SARTRE: filosofia dell'esistenza

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Martin Heidegger nacque nel 1889 a Messkirch, in Germania. Dopo il liceo, cercò di entrare nell'ordine dei Gesuiti, ma dovette rinunciare per motivi di salute. Si iscrisse allora all’Università di Friburgo, dove studiò teologia e poi scienze. La lettura di Brentano e Husserl lo avvicinò alla filosofia. Nel 1913 ottenne il dottorato con una tesi sul giudizio nello psicologismo. Continuò la carriera accademica con uno studio su Duns Scoto , che gli diede la libera docenza nel 1915. Dal 1916 fu allievo di Husserl , poi suo assistente. Nel 1923 divenne professore all’Università di Marburgo, dove insegnò fino al 1928. Lì sviluppò una propria visione filosofica, distaccandosi da Husserl. Nel 1927 pubblicò la sua opera più famosa: "Essere e tempo" . A Marburgo formò un gruppo di allievi importanti, tra cui Gadamer , Löwith e Hannah Arendt , con cui ebbe anche una relazione sentimentale. Nel 1933 aderì al Partito nazista e fu nominato rettore dell’Università ...

HUSSLER: la fenomenologia

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Edmund Husserl (1859-1938) dedicò la sua vita allo studio con grande rigore, guidato dall’ideale della chiarezza. Nato in Moravia da una famiglia ebraica, studiò prima matematica e poi filosofia, influenzato dal pensiero di Franz Brentano, che lo portò a cercare la base soggettiva del sapere. Intraprese la carriera accademica insegnando filosofia a Halle, Gottinga e Friburgo, dove conobbe Martin Heidegger. Fu il fondatore del movimento fenomenologico, che si basa sull’analisi dell’esperienza vissuta. Con l’arrivo del nazismo, fu allontanato dall’università a causa delle sue origini ebraiche. La sua opera più importante, La crisi delle scienze europee e la fenomenologia trascendentale (1935), denuncia la perdita di valori umani nella scienza moderna, usata per fini distruttivi. Secondo Husserl, l’Europa potrà rinascere solo recuperando i propri fondamenti umani. 1. HUSSERL E IL PENSIERO DELLA CRISI Husserl non critica i risultati pratici della scienza, che riconosce come val...

KIERKEGAARD: le possibilità e scelte dell'esistenza

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Soren Kierkegaard, filosofo danese nato nel 1813, è un grande critico dell’idealismo e precursore dell’esistenzialismo. Cresciuto in un ambiente religioso segnato dal senso del peccato, sviluppa una visione tragica dell’esistenza. Si fidanza con Regina Olsen, ma rompe il legame ritenendosi incapace di una vita normale. Questa scelta dolorosa rafforza in lui la convinzione che Dio venga prima di tutto. Kierkegaard si dedica alla filosofia per affrontare la sua crisi interiore. Si laurea con una tesi sull’ironia, in cui critica l’ironia dei romantici (che rifiutano la realtà concreta) e apprezza quella di Socrate, basata sul "sapere di non sapere". Ammira Socrate perché cercava la verità in modo personale e serio, pronto a rischiare anche la vita. Fin da giovane, Kierkegaard rifiuta le teorie astratte dei filosofi idealisti come Hegel, che ignorano la sofferenza e le contraddizioni della vita reale. Per lui, la filosofia deve essere un impegno personale: ognuno deve...

BERGSON: l'essenza del tempo

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Il pensiero di Henri Bergson si oppone alla visione positivista della scienza, che tralascia aspetti importanti della realtà. In particolare, Bergson critica la concezione scientifica del tempo, che riduce la vita a qualcosa di statico e misurabile, mentre lui sostiene che la vita è un flusso continuo di novità e cambiamento. La scienza, secondo lui, semplifica la realtà e la sterilizza, rendendola qualcosa di troppo rigido e frammentato. Invece, Bergson propone un'intelligenza intuitiva, capace di cogliere il dinamismo della realtà, un'intelligenza che non si basa sul calcolo, ma che permette di comprendere la singolarità degli eventi e della storia. L'ANALISI DEL CONCETTO DI TEMPO La riflessione di Bergson si basa sullo studio del concetto di tempo quale era stato elaborato dalla fisica. Egli si accorge che il tempo, secondo la visione della scienza, è privo di "durata", cioè proprio di quella caratteristica che ne definisce l'essenza Bergson dis...

FREUD: conscio e inconscio

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1. LA VIA D'ACCESSO ALL'INCONSCIO Freud conduce un percorso all'individuazione dell'inconscio, cioè quella parte della psiche umana in cui risiedono ricordi, desideri e impulsi sottratti alla consapevolezza del soggetto. Tale via, come vedremo, consiste nell'analisi dei sogni, dei lapsus e degli atti mancati, cioè quei fenomeni in cui gli elementi inconsci trovano una modalità di espressione. MECCANISMI DI DIFESA DEL SOGGETTO Il metodo catartico sviluppato da Freud e Joseph Breuer tra il 1882 e il 1895 ha gettato le basi per la psicoanalisi. Inizialmente usato per trattare i sintomi dell'isteria, Freud lo applicò per scoprire le cause profonde dei disturbi, sostenendo che la malattia si potesse curare solo quando le cause psicologiche venivano consapevolmente riconosciute dal paziente. Freud e Breuer ipotizzarono che le reazioni emotive a eventi traumatici non fossero state espresse, rimanendo represse e continuando a causare sintomi patologici. Per ...